Business plan a misura di freelance

Perfetto: abbiamo deciso di metterci in proprio. E, visto che non vogliamo partire col piede sbagliato, non prenderemo di certo la strada del freelancing senza uno straccio di pianificazione, come hanno fatto i nostri amici! Noi elaboreremo un piano d’attacco, stileremo un documento top secret per la conquista dell’universo. Insomma, faremo un business plan.

Eccomi qui dunque, seduto alla mia scrivania a redigere il mio primo business plan. Ma come si fa? Da dove si parte? E soprattutto come diavolo faccio ad adattare alla misura XS della mia attività quei modelli di business plan descritti in tutti quei libri che ho comprato su Amazon.com? Alla voce prospettive entrate per esempio, l’unica cosa che mi viene in mente è l’antico detto socratico “so di non sapere”: non so quanto fatturerò, non so a quali clienti. Alla voce prospettive uscite poi, un’unica solida certezza, anzi tante solide certezze quante le spese che sicuramente dovrò sostenere: comprare e/o riparare stampante, comprare e/o aggiornare software, rifare e/o aggiornare sito internet (quel blog che non aggiorno mai è ormai impresentabile…), commercialista, ufficio, senza dimenticare cibo e affitto.

Insomma è come se tanti di quei libri siano rimasti ancorati a un universo deterministico Anni Cinquanta costituito da un limpidissimo susseguirsi di cause ed effetti e da vantaggi competitivi solidi e inattaccabili. Peccato che l’universo di oggi, e più che mai l’universo del freelance, sia dominato dall’imprevedibilità assoluta e che di gente con il mio stesso background lavorativo lavorativo ne esista a tonnellate.

Per fortuna esiste un libro che sembra averci capito qualcosa in più di questa realtà: si tratta di The Artist’s Guide che contrariamente al titolo non parla solo di artisti e lavori artistici ma offre una serie di dritte pratiche e utili per affrontare la certezza dell’incertezza e vivere felici a partire dalla prima:

“Se non hai punti di riferimento concreti ai quali ancorare i tuoi progetti, àncorali ai tuoi sogni.”

Che poi vuol dire, in pratica, sogna sì, ma da professionista: non limitarti a chiederti quanto costerà l’ufficio ma chiediti prima di tutto quanto potrebbe costare realizzare il tuo sogno, quanti e quali passi richiede la sua realizzazione, cosa può aiutarti e cosa può ostacolarti. E soprattutto, qual è il tuo sogno?

Massimo Potì (via Caterina Tiazzoldi)

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