Free economy: il concetto dirompente del “gratis”

Udite, udite anche il gratis sta cambiando! L’ascesa di aziende e modelli di mercato che forniscono prodotti e servizi gratuiti ai consumatori, in particolare attraverso il web, è ormai un dato di fatto, non certo una scoperta trascendentale, di cui tra l’altro la cosiddetta «generazione Google» (quella nata e cresciuta con internet) è consapevole da diversi anni, ma rimane ora da capire come tale concetto di free ha rivoluzionato i modelli economici precedenti e dove ci sta portando.

Domande e quesiti, questi ultimi, a cui ha cercato di dare una risposta Chris Anderson, direttore dell’edizione statunitense di Wired, con il libro Gratis. Scritto in maniera semplice, con uno stile diretto e senza fronzoli, lontano dall’apatia e dalle cervellotiche teorie di un classico manuale di economia, Anderson riesce a far luce sulle dinamiche dei nuovi modelli di business che stanno letteralmente proliferando in “rete”. Un’economia, dunque, quella odierna, fondata su un concetto e su un prezzo rivoluzionario: zero, niente, ovvero gratis.

Ovviamente, di fronte a una rivoluzione dei paradigmi economici di questa portata, sono in molti a rimanere scettici: d’altronde ci è sempre stato insegnato che «nulla è gratis» e tutto, prima o poi, si paga. Lo stesso Milton Friedman, premio Nobel ed ex docente di economia all’Università di Chicago, era solito dire che «There are no such things as free lunches». Cosa intendeva? Che anche se un bene sembra gratuito, in realtà c’è sempre un costo per la persona o per la società nel suo complesso, anche se sembra invisibile. Ciò che però obietta Anderson a tali affermazioni è che oggi quei costi, così temuti, si spostano sempre più dal «nascosto» al «distribuito», anzi la distribuzione arriva ad essere così capillare che gli utenti non si accorgono più di nulla.

Nel nuovo mercato del web si possono raggiungere milioni di utenti, generando così un modello economico di scala che abbatte i costi di produzione. È del tutto impensabile concepire e paragonare il gratis odierno con quello del ‘900; l’economia dei «bit»,  difatti, rispetto a quella degli «atomi», ha dato vita a un concetto di gratuità che non ha nulla a che spartire con ciò che ci ha mostrato per anni il marketing tradizionale. Se l’economia degli «atomi» è inflazionistica, quella dei «bit», al contrario, è deflazionistica: produrre software, musica, video e tanti altri prodotti digitali costa così poco ora che, proprio per tale motivo, essi tendono ad essere venduti a prezzi bassi o regalati.

Ovviamente, questa economia va vista con occhi diversi e interpretata con teorie nuove, cioè non come l’incontro di una domanda e di un’offerta, ma come un ecosistema capace di generare un profitto in maniera indiretta. Il gratis, infatti, non significa zero profitti, ma solo che la strada verso di essi non passa dal prodotto o servizio principale (basti pensare al modello Google, YouTube, Facebook etc…). La free economy mette così in risalto e sdogana nuove frontiere, nuovi mercati (come quelli della «reputazione» e «dell’attenzione» difficilmente quantificabili, ma estremamente ricchi e appetibili) dell’abbondanza, in cui chiunque può trovare il proprio modello vincente, sfruttando quelle sacche di scarsità, dove ora risiede il valore, per generare i guadagni tanto agognati. In definitiva, l’economia non è più, come ci hanno sempre inculcato i “manualoni” universitari, la «scienza della scelta in condizioni di scarsità»: la nuova forza che la dirige è fondata sull’idea di abbondanza delle risorse digitali, che, prima o poi, dobbiamo imparare a “sprecare” se si vuole sfruttare a pieno le potenzialità della rete.

Queste e tante altre riflessioni interessanti fanno di Gratis un vero e proprio testo di culto: impossibile non leggerlo. Anderson bissa così il successo di La coda lunga, offrendo nuovamente ai lettori una lucida e concreta analisi (ricca di esempi pratici e consigli utili) sulle più odierne tematiche economiche, capace di rinfocolare il dibattito e di far scaturire, perché no, nuovi e più interessanti punti di vista.

Marco Di Noia

  • CHRIS ANDERSON, Gratis, Milano, Rizzoli, 2009. Il testo è leggibile gratuitamente on-line: Free (full book) oppure è acquistabile attraverso IBS.it al prezzo di 16,58 euro.
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Un Commento

  1. martina

    il libro non è più disponibile free online, sapete dirmi dove altro posso trovarlo sul web?

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