Mettersi in proprio con Facebook? Ecco i consigli di SoccerSquare

I giochi manageriali online sono la vostra passione? Vi sentite pronti a gestire personalmente una squadra di calcio e a sfidare utenti di pari abilità, sparsi in tutto il mondo? Se la risposta e sì, non vi rimane allora che collegarvi su Facebook ed entrare nel mondo di SoccerSquare. Un social management game, quest’ultimo, che, se non fosse ancora ben chiaro, dimostra una volta di più come sia possibile e, a conti fatti, consigliabile, fare business attraverso il poliedrico mondo dei social network, in particolare Facebook, considerato ancora, il più delle volte, solo un “luogo” di divertimento e non una solida chance per la propria attività. A fare le presentazioni di rito e a rispondere alle nostre curiosità si sono prestati i tre ideatori del progetto, Gabriele Costamagna, Andrea Aloi e Alex Carpentieri, incontrati negli uffici di Toolbox Coworking a Torino, che, grazie anche al sostegno e alla collaborazione di Lorenzo Spagliardi e Christian Prosperini, ad ottobre 2011 hanno appunto varato la versione beta di SoccerSquare.

La prima domanda che vi pongo è per certi versi banale, ma utile ai lettori per conoscervi meglio: cos’è SoccerSquare e come nasce?

Gabriele:  SoccerSquare è un social management game su Facebook. Come è nata l’idea? A dire il vero, produrre un social game di questo tipo è sempre stato un mio pallino, in particolare dal 2010: il progetto, tuttavia, si è poi concretizzato solo a luglio 2011, quando è nata la società Sportsquare Games. Il passo immediatamente successivo è stato poi fatto ad ottobre, quando è partita la versione beta di SoccerSquare, che è quella attualmente in rete su Facebook, a cui si può giocare accedendo all’applicazione. Il progetto, tuttavia, sulla carta, è molto più ampio e non si basa solo su SoccerSquare: l’obiettivo, difatti, è creare in un prossimo futuro una “piattaforma” di giochi manageriali sportivi online, che comprendano, tra l’altro, discipline come baseball, cricket, volley, basket etc….

Qual’è la particolarità di SoccerSquare, in che cosa si differenzia da altri giochi on line o browser game, come ad esempio Hattrick, e cosa offre?

Gabriele:  Rispetto a un gioco come Hattrick, ad esempio, ci sono delle caratteristiche “sociali” (cioè di interazione e condivisione tra i vari utenti ndr) che, anche su altri browser game molto noti, non ci sono. Lo scopo è far sì che gli utenti possano gestire una squadra sportiva in tutte le sue potenzialità, come effettivamente avviene nella realtà: dagli allenamenti, alle partite ufficiali (in campionato e in coppa ndr), fino alla gestione addirittura del proprio palazzetto dello sport. E queste sono solo alcune delle possibilità che SoccerSquare fornisce. Al momento, ci sono circa 20.000 utenti sparsi in tutto il mondo: Italia certo, ma anche Indonesia, Filippine e Stati Uniti, tanto per citare i paesi più rappresentativi. Certo è che non ci fermeremo qui: abbiamo intenzione infatti di sviluppare altre opzioni e di riservare ulteriori sorprese ai nostri utenti. In futuro, questi ultimi, potranno anche seguire le partite in 2D, senza contare che stiamo pensando di sviluppare anche un’applicazione per mobile, ossia per iPhone o Android, in maniera tale da giocare a SoccerSquare in ogni momento e in qualsiasi luogo.

È chiaro ora a tutti cos’è SoccerSquare, ma, adesso, mi vien da chiedervi perché proprio su Facebook?

Gabriele:  Semplicemente perché è un mercato emergente. Le previsioni, riguardanti questo social network, difatti, sostengono che nel 2015 Facebook arriverà a quasi un miliardo di euro di fatturato. A mio avviso, d’altronde, un browser game, oggi, non è un progetto su cui vale la pena puntare. Partendo dal presupposto che sviluppare un gioco può venire a costare quasi sui 200.000 euro, un social game, sotto questo punto di vista, dà notevoli vantaggi: innanzitutto organizzativi, poiché è ancora costruibile e gestibile in 3 o 4 persone – ovviamente la condizione ottimale, a cui tendere, sarebbe quella di avere un project manager, 3 sviluppatori e 2 graphic designer molto bravi –  mentre un browser game ti impone di possedere un team decisamente più grande, costringendoti a sopportare costi iniziali maggiori. Certo, anche un buon social game ha bisogno di una squadra ben rodata e di varie professionalità, ma ti permette di avviare il progetto con meno problematiche.

Alex:  C’è poi da considerare un’altra opportunità da non sottovalutare. Essere all’interno di un social network ti permette di avere una visibilità per certi versi macroscopica, senza dover sopportare troppe spese legate alla pubblicità. Facebook ti consente di avere una diffusione quasi virale: in questo caso, infatti, sono gli utenti stessi che contribuiscono a far evolvere e a far conoscere il progetto.

Passiamo all’esplorazione degli aspetti più pratici della vostra esperienza di creazione d’impresa: come vi siete mossi per costituire la società? So che anche voi, come tante altre nuove esperienze imprenditoriali, siete passati attraverso un incubatore.

Gabriele:  Come ho detto in precedenza, ho sempre voluto sviluppare un social game manageriale, nello specifico non di calcio, ma di pallavolo. A novembre 2010 iniziai a lavorarci, cercando anche dei contatti, ma solo a marzo 2011, durante l’evento Startup Weekend di Torino (concorso a cui SoccerSquare è arrivato terzo ndr), abbiamo concretizzato ulteriormente il nostro piano e ci siamo lanciati effettivamente nel lavoro di sviluppo. In seguito, è cominciata la collaborazione con l’I3P. Grazie all’I3P abbiamo partecipato e vinto un concorso, chiamato Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, a Cuneo, che ci ha permesso di ottenere ulteriori finanziamenti, ossia 7.500 euro. SoccerSquare, tuttavia, è cresciuto solo con il tempo, grazie anche a degli investitori privati, che hanno creduto nel nostro progetto. Il passo ulteriore? Molto probabilmente, visto che il mercato a cui puntiamo è quello estero, abbiamo in programma di partecipare a Start-Up Cile: si cercherà di sviluppare un’applicazione, all’incirca per marzo, e, se tutto dovesse andare bene, avremmo la chance di stare in Cile per sei mesi, con un finanziamento pari a quasi 40.000 euro.

Su internet, il concetto di “gratis” coinvolge ormai un po’ qualsiasi sfera: dai software, alla musica, dalle applicazioni fino ai giochi manageriali simili al vostro. Da questo punto di vista, tenuto conto che operate su Facebook, SoccerSquare è del tutto gratis? Se sì da cosa deriverebbero i vostri guadagni?

Gabriele:  In questo momento, ci sono due cose che si possono pagare: gli allenamenti premium, che costano una banconota, cioè 0,08 centesimi e parte del calcio mercato. Quest’ultimo, infatti, funziona come eBay, ossia con un’asta in cui la miglior offerta si aggiudica il giocatore: e questa, ovviamente, è gratuita, però c’è anche il “compra subito” che, al contrario, è a pagamento, sempre in banconote dal valore di 0,08 centesimi. A gennaio, tanto per dare alcune cifre, abbiamo fatturato 350 dollari da queste entrate, che certo non sono molto, ma, al momento, non era questo il nostro vero interesse. Ciò a cui si puntava era dimostrare che tale modello di business può funzionare.

Alex:  La cosa interessante, guardando le statistiche, è che la maggior parte dei costi è stata sostenuta dagli stessi utenti. A questo stadio embrionale del gioco, quindi, c’è già un pubblico fedelissimo che ha speso centinaia di euro. È incredibile come ci siano già utenti così fedeli al gioco.

Gabriele:  Ovviamente sappiamo che dovremo fare grandi numeri, ma lo avevamo messo in conto. E per raggiungere questo obiettivo, in futuro, siamo consapevoli che dovremo spendere quasi 50.000 euro in attività legate marketing, senza contare, inoltre, che, per raggiungere quella meta, sarà necessario semplificare e migliorare anche il design del gioco. Usando una metafora si può dire che il motore della Ferrari c’è, manca ancora la scocca.

Vista la vostra attuale esperienza, quali sono state secondo voi le difficoltà maggiori?

Gabriele:  L’obiettivo di una startup come la nostra, a mio avviso, e, su vasta scala, di una startup in generale, dovrebbe essere: idea, sviluppo, finanziamento in equity e poi uscita, ossia vendita della società. Fare l’exit per poi rimettersi nuovamente in gioco. Se all’estero però un programma del genere è sostenibile, qua in Italia è davvero più complicato, poiché gli investimenti, sempre tenendo come esempio una realtà come SoccerSquare, sono fatti soltanto quando ci sono già 50.000 utenti iscritti, capaci quindi di garantire immediati margini di guadagno. D’altronde, fare la vita dello startupper è, inizialmente, come fare un voto di povertà.

Alex:  Una realtà come SoccerSquare, infatti, deve assolutamente creare prima una base di utenti congrua e per fare ciò bisogna ovviamente lavorare molto, sapendo che da subito non ci sarà un ritorno economico.

I vostri primi bilanci? E cosa vi sentireste di consigliare a chi domani volesse seguire le vostre orme?

Gabriele e Alex:  I primi bilanci, come si è capito, sono certamente positivi. Per quanto riguarda i consigli, ne possiamo dare almeno tre. Il primo è saper essere spavaldi nel momento giusto, ma anche capaci di capire quando si sbaglia. Il secondo è intuire subito le peculiarità di ciascuno dei propri partner, in maniera tale da sfruttarle al meglio. Il terzo, infine, è che non bisogna mai dare troppa importanza alle persone che ti screditano.

Andrea:  Concordo perfettamente con questi consigli, anche se mi sentirei di aggiungere una cosa: non bisogna mai fare tutto subito. La fretta è davvero una cattiva consigliera. È opportuno spendere del tempo, inizialmente, per buttare giù un progetto lungimirante e, soprattutto, flessibile, sia sul piano marketing sia sul piano prettamente operativo e tecnico. Il mio consiglio, in definitiva, è quello di studiare prima il mercato, partorire un prototipo e poi andare da un investitore.

Marco Di Noia

Per ulteriori informazioni:

Annunci

  1. Pingback: Il PHP come strumento di business « Alzatevi e Partite Iva

  2. Hello it’s me, I am also visiting this web page on a regular basis, this web page is truly fastidious and the people are really sharing pleasant thoughts.

  3. whoah this weblog is great i love studying your articles.
    Keep up the good work! You realize, lots of persons are searching round for this info, you could help
    them greatly.

  4. To begin earning funds along with your internet log, initially use Google Adsense but gradually as your traffic increases, Preserve adding
    an increasing number of money producing programmes to your website.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: