Apre Fablab Torino: il futuro fatto in casa

Oggi negli spazi di Toolbox Coworking a Torino apre il primo Fablab permanente Italiano. Per chi già ha avuto la fortuna di entrare in contatto con questa realtà, magari in occasione di una visita a Stazione Futuro, la mostra dedicata alle eccellenze italiane curata da Riccardo Luna, si tratta di una notizia ottima, di quelle che specialmente in tempi di crisi come questi ti danno la voglia e la forza di rimettere tutto in gioco, a partire da te stesso.

Ma ci sono tanti che non hanno la più pallida idea di cosa sia un Fablab, una scheda Arduino,  una stampa in 3d, e che senza saperlo si perdono quella che molti identificano come il modo per uscire dai meccanismi e dai costi perversi della produzione industriale di massa (industrie sempre più grandi e voraci, inquinamento alle stelle, tonnellate e tonnellate di rifiuti). Ecco perché abbiamo contattato Enrico Bassi, responsabile delle attività di Fablab di Torino e gli abbiamo chiesto di spiegare in poche battute in che diavolo consiste un Fablab.

Allora Enrico, cos’è un Fablab? Un fablab, ci dice Enrico, è un laboratorio di fabbricazione, un posto in cui si può realizzare praticamente qualsiasi cosa, come dice Neil Gershenfeld, il docente del MIT che li ha ideati. Tanto per capirci, se ti serve un tavolo vai a cercarlo in un negozio di arredamento, oppure chiedi a un falegname; se cerchi un cavalletto per la macchina fotografica, vai in un negozio di fotografia e così via. Se invece tavolo e cavalletto decidi di costruirteli, puoi farlo al Fablab. In questi laboratori trovi competenze, soluzioni, e macchinari. In particolare stampanti 3D e altre macchine a controllo numerico (ovvero controllate direttamente da un pc, come fossero stampanti) che trasformano un progetto digitale in un oggetto. Il progetto può essere opera tua, così come trovato già pronto e utilizzabile online.

Come hai conosciuto il mondo del fablab e della stampa 3d? Ho sentito parlare delle stampanti 3d per la prima volta in università, poi ci ho lavorato per un breve periodo. Queste tecnologie nascono per la prototipazione, ovvero per imitare velocemente (se comparate ad altre soluzioni) progetti che verranno poi realizzati industrialmente. Questa forzatura era la loro più grande limitazione, insieme alla scarsa conoscenza di queste realtà e all’elevato costo. Ora le cose stanno cambiando: esistono sempre più persone che si avvicinano e vogliono provare in prima persona questa tecnologia, che non è più solo roba da ingegneri o addetti ai lavori. Spesso sono i bambini quelli più curiosi: per loro sarà normale crescere in un mondo in cui le cose te le stampi a casa, così come per noi è normale cercarle nei negozi.

Ok, quindi mettiamo che voglia entrare in questo universo: che passi devo fare? quali programmi devo conoscere? E voi da questo punto di vista che tipo di supporto potete fornire ai maker in erba? La cosa fondamentale è la curiosità, la voglia di sperimentare o imparare cose nuove. Poi serve un’idea, un qualcosa che si vuole realizzare. A questo punto si può iniziare ad affrontare gli aspetti più tecnici. Le macchine possono lavorare in 2D (quindi tagliare una lastra di materiale, come fa il laser) o in 3D (costruendo un oggetto completamente tridimensionale come fanno le stampanti 3D). Noi possiamo aiutare chi viene a trovarci spiegandogli come concretizzare quello che hanno in testa, trovare soluzioni fattibili con i macchinari a disposizione ed assistere nella realizzazione. Insomma, se si è già esperti si potrebbe riuscire a realizzare il tutto nell’arco qualche ora, per i neofiti magari serve tornare a trovarci qualche volta in più.

Come sarà articolato il lavoro in Fablab? Avete già un calendario di eventuali corsi, workshop ed eventi?
il Fablab avrà un’area di produzione e una didattica. Queste sono le due principali anime di questi luoghi: da una parte raccontare, formare, coinvolgere, spiegare, dall’altra trasformare le idee in oggetti concreti.

Il calendario è ancora tutto da definire ma il primo evento è già fissato: un workshop agli studenti di design del Politecnico di Torino. Stiamo organizzando anche un concorso molto interessante in collaborazione con Domus per il fuorisalone 2012 proprio incentrata sui Fablab e l’opensource.

Tutte le informazioni su cosa viene organizzato si trovano sul blog di Fablab Torino.

Ed ora la domanda cattiva. Qualche giorno fa in un articolo  comparso su BoingBoing.net  si segnala il rischio che il 3D printing possa fare la fine della virtual reality ovvero aspettative rivoluzionare e applicazioni praticamente nulle. Vedi anche tu rischi di questo tipo? È un dubbio del tutto legittimo, ma personalmente non credo andrà così. Noi siamo stati “costruiti” per interagire con cose fisiche, i computer sono un’invenzione degli ultimi 60 anni: da un punto di vista evolutivo il reale batte il virtuale 200.000 a 60. Questa secondo me è la più grande differenza: la realtà virtuale è un mondo digitale che si sostituisce al mondo vero.

Nel caso della stampa 3D, il virtuale è solo un tramite per avere tra le mani un oggetto fisico, che rispecchia il più fedelmente possibile le tue necessità. Il mio punto di vista è quindi che di applicazioni ce ne siano infinite, solo che non si tratta di un unico grande mercato, ma di un insieme di migliaglia e migliaglia di micro mercati fatti a volte da un solo utente (o poche decine) che sono anche progettisti e produttori di quel prodotto. È questa la rivoluzione, i fablab raccolgono tutte quelle realtà che sfuggono tra le dita delle industrie perchè non sufficientemente numerosi.

Massimo Potì

Per maggiori informazioni:

-Il sito di Fablab Torino

-Fablab Torino su Facebook

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: