CNA Professioni: «Regolamentare, ma con libertà»

Rispondere alla sfida lanciata dallo straordinario sviluppo che, oramai anche in Italia, hanno conosciuto le attività professionali, spinte e incoraggiate dai caratteri della crescita economica nella società postindustriale: questo è l’obiettivo che si è preposto di adempiere il neonato organismo della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola Media Impresa, ossia CNA Professioni, alla cui conduzione è stato eletto all’unanimità Giorgio Berloffa. Il motivo di tale operazione? Per chiarirci le idee basta osservare alcuni dati: nel rapporto CENSIS del 2007 si affermava che il numero dei professionisti in Italia fosse di circa 5 milioni, di cui 1.800.000 iscritti agli ordini e 3.200.000 non regolamentati. Le Associazioni Professionali che rappresentano le professioni non regolamentate, inserite nell’ultimo rapporto del CNEL, sono circa 200, in rappresentanza di 70 nuove professioni. Inoltre sono state censite dall’ISTAT ben 811 diverse attività professionali che, combinandosi, compongono un numero imprecisato di profili professionali.

Dando un’occhiata a questi dati è evidente come vi sia una mancanza di regolamentazione. Tale vuoto legislativo, con la conseguente esigenza di porvi rimedio, tuttavia, non è venuta alla luce solo ora: «Già nel 1989 – come commenta lo stesso Presidente Berloffa – il CNEL aveva capito che le nuove professioni non regolamentate potevano dare nuovo ossigeno all’economia». Ma quali sono queste nuove professioni? Per un verso l’economia della conoscenza, per altro il diffondersi di nuovi servizi alla persona ed ai sistemi produttivi, hanno creato un’inedita domanda di prestazioni e servizi, i quali hanno assunto, al di fuori dei contesti organizzativi tipici della grande impresa, in buona parte dei casi, un carattere di autoimprenditorialità professionale. L’insieme di queste attività, anche molto differenti le une dalle altre, hanno in comune alcuni tratti: la mancanza di ogni regolamentazione, che ha delineato anche un contesto privo di garanzie per il consumatore, la netta separazione e distinzione rispetto alle professioni cosiddette “ordinistiche” ed, infine, una forte dinamicità che, con continuità, presenta sul mercato nuove figure professionali e ridefinisce quelle già esistenti. Questo mondo, in definitiva, spazia dalle attività paramediche, quelle ad esempio che coinvolgono il benessere della persona, a quelle nate a ridosso dell’elettronica, di internet e dei computer, dai servizi alle imprese nel campo fieristico, pubblicitario e marketing, al settore della formazione e dello spettacolo.

Regolamentazione, certificazione e protezione del consumatore: ecco dunque le parole d’ordine che muovono la filosofia di CNA Professioni, nonché del suo Presidente, il quale, guardando il cammino già percorso, ha ben chiara la strada davanti a sé: «In questo contesto ci sono sempre stati due grandi movimenti di rappresentanza, ossia il CoLAP e AssoProfessioni. I due organismi, tuttavia, hanno sempre mantenuto atteggiamenti diversi. Se il primo propugnava di riconoscere le Associazioni, dando solo a loro la possibilità di determinare le caratteristiche delle singole professioni, il secondo, invece, era ed è convinto che si debba partire dal riconoscimento delle professioni. Prima quindi fissare e normare i paletti delle professioni e poi, eventualmente, riconoscere tutte le Associazioni, gravitanti intorno ad esse. Il rischio di un atteggiamento come quello mostrato dal CoLAP è di creare degli Ordini di serie B e di non tutelare l’utente finale».

Alla chiamata di AssoProfessioni, quindi, CNA non poteva che rispondere prontamente. È ancora lo stesso Berloffa a presentare questa proficua collaborazione: «Tali linee guida, nel 2009, hanno portato al sodalizio tra AssoProfessioni e CNA Progetto Professioni, dando vita così a UNIPROF. Quest’ultimo, da subito, stilando un documento comune, ha iniziato a collaborare con l’UNI, ossia l’ente che rappresenta l’Italia presso le organizzazioni di normazione europea CEN e mondiale ISO». Il progetto UNIPROF, in seguito, ha compiuto un ulteriore passo in avanti il 24 novembre 2011, quando, con una modifica al proprio statuto, CNA ha fatto confluire il tutto all’interno del progetto CNA Professioni.

Ed eccoci quindi arrivati al presente. Ora, tuttavia, la domanda sorge spontanea: CNA Professioni, concretamente, come pensa di rispondere alla sfide più imminenti, ossia quelle riguardanti appunto il mondo delle professioni non regolamentate? La parola a Berloffa: «Il nostro scopo non è certo quello di creare delle lobby o un ulteriore Ordine, ma una rappresentanza trasversale delle professioni. Non è nostro interesse, tuttavia, e credo sia opportuno sottolinearlo, entrare in merito alla ragioni del singolo, il cui compito ovviamente deve essere lasciato alle varie Associazioni (21 sono già quelle incluse sotto la sua sigla ndr). L’obiettivo primario è quello di regolamentare, ma con libertà: in che modo? Riconoscendo le professioni attraverso le norme UNI e rilasciando loro certificati elaborati da organismi qualificati come ACCREDIA (Ente Italiano di Accreditamento ndr). Ciò permetterebbe non solo di regolamentare tutta una serie di figure professionali, oggi non riconosciute, inserite tuttavia profondamente nel tessuto economico e produttivo del paese, ma anche di garantire il consumatore circa la qualità dei prodotti o servizi che essi offrono. Di questi e tanti altri argomenti, comunque, avremo modo di parlare il 14 febbraio all’interno del primo convegno di CNA Professioni, al quale parteciperanno il Presidente dell’UNI, il ministro Corrado Passera e altri otto tra deputati e senatori». Un appuntamento, ovviamente, dal quale, non solo i membri del CNA, si attendono importanti e concrete risposte.

Marco Di Noia

Per ulteriori informazioni:

  • Consultare il sito CNA

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