Coworking, il nuovo incubatore d’impresa

Gli incubatori d’impresa nascono nel 1959 dalla necessità di dividere vecchi spazi lavorativi molto ampi come vecchie fabbriche in lotti più piccoli, a misura di aziende nuove, più giovani, e per questo di dimensioni inferiori rispetto a quelle di un’azienda ormai affermata e strutturata. E almeno fino al 2005, anno di nascita del primo spazio di coworking a San Francisco, nessuno ha mai osato mettere in discussione la curva evolutiva sulla base della quale erano stati fino ad allora progettati gli incubatori: e cioè che tutte le aziende nascono piccole ma con l’obiettivo di diventare prima o poi grandi che più grandi non si può.

Poi, cinquant’anni dopo i primi incubatori, aprono i primi coworking e portano un po’ di scompiglio perché affiancano alla semplice condivisione di servizi e di spazi, come già facevano tutto sommato i centri uffici e gli incubatori più tradizionali, la condivisione di saperi e conoscenze anche tra aziende -o forse dovremmo incomincare a parlare di freelance?- appartenenti ad ambiti differenti e una certa diffidenza nei confronti dell’idea che qualsiasi attività lavorativa debba prima o poi conformarsi agli standard di un’azienda tradizionale. E quello che accade è che i freelance che si appoggiano agli spazi di coworking vedono aumentare la solidità e il successo della propria attività lavorativa anche se restano in buona parte fedeli alla loro condizione di lavoratori individuali inseriti in una rete di saperi.

Allora il coworking è diventato l’incubatore d’impresa del Terzo Millennio? In una certa misura e per certe tipologie di aziende, senza dubbio. Funziona alla perfezione per molti dei lavoratori nomadi contemporanei, come luogo in cui si favorisce la partenza di start up frugali, in linea con la snellezza concettuale richiesta di questi tempi. In fondo a ben vedere è il concetto stesso di start up che è cambiato radicalmente negli ultimi anni, allargandosi fino a includere non solo chi parte con l’intenzione di costruire un’azienda tradizionale ma anche chi più semplicemente decide di mettersi in proprio e diventar freelance. In entrambi i casi, coworking o incubatore tradizionale, freelance individuale o azienda strutturata, si tratta di strutture che hanno contribuito in un modo o nell’altro alla creazione di nuovi posti di lavoro.

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