nb:notabene: libri e cultura tornano in auge

Chi credeva che cultura, carta stampata e libri fossero ormai démodé e senza futuro nell’economia odierna dovrà per forza rivedere le proprie opinioni. E sì perché, nonostante anacronistiche teorie futuristiche, ancora oggi molto diffuse, il libro continua a mantenere il suo fascino, ad avere i suoi cultori affezionati e ad essere soprattutto oggetto su cui vale la pena investire, sia energie sia economicamente. Un pensiero che, certamente, deve essere balenato nella testa anche delle tre proprietarie della libreria nb:notabene, le quali, più volte, si sono sentite domandare il “perché” di una tale iniziativa. Ospiti della libreria, il motivo ci è stato prontamente spiegato da Azelia Gallina e Raffaella Lecchi, proprietarie, insieme a Marina Gandone, dell’attività.

Nato nel cuore del Quadrilatero Romano e battezzato soltanto il 20 ottobre, in via Bellezia 12c, nb:notabene ha il merito di mettere insieme persone con una storia, un profilo e delle competenze diverse, ma sotto tanti aspetti affini. L’obiettivo dichiarato, infatti, dalle socie condiviso in egual misura, è quello di dare i Natali a un luogo che divenga presto punto di riferimento per una community di architetti, grafici e designer, non solo torinesi. Una cosa deve essere però chiara, come ci tiene a sottolineare Azelia: «Notabene vuole togliere soggezione ai non addetti ai lavori. È nostra intenzione, infatti, gestire uno spazio che sia accessibile a tutti, dall’architetto al semplice curioso». Ispirandosi a molti esempi sorti a Milano, ora anche il capoluogo piemontese può così contare su una finestra che affaccia sul mondo della progettazione, del design e della grafica a 360°.

Una libreria, quella di notabene, che mira quindi ad avere un raggio d’azione decisamente ampio, ma che sia soprattutto partecipativa e che abbia anche delle ricadute sociali, coinvolgendo le altre realtà del quartiere. Un luogo, quest’ultimo, non più esclusivamente centro della movida, come confermano le parole di Raffaella: «La nostra è un’attività culturale e, nonostante i tempi, questo è fattibile. A favorirla c’è, qui nel quartiere, una rete molto attiva, ricettiva e, soprattutto, desiderosa di collaborare e fare cose in comune, come ad esempio il laboratorio Zanzara, qui in via Bonelli». In che modo portare avanti questi presupposti? È ancora Raffaella a spiegarlo: «Abbiamo tutta una serie di progetti ancora da definire, ma sicuramente continueremo con le presentazioni dei libri, in compagnia degli autori, implementeremo la parte relativa ai workshop e l’attenzione verso la grafica e l’illustrazione d’autore per bambini. Nostro obiettivo per il futuro è quello di collaborare e promuovere esempi di creatività giovanile, dando loro spazio e attenzione, mettendo così in discussione il mito di Torino come città solamente “manifatturiera”».

Notabene è sì una libreria “specializzata”, ma che si differenzia da tutte le altre. In cosa? La parola ancora a Raffaella: «La qualità e la particolarità risiede nella sua selettività. La scelta dei testi, infatti, è molto attenta ed estremamente curata. A noi, ad esempio, tutta  la parte manualistica non interessa, anche perché in città vi sono molte altre librerie che trattano questa tipologia di testi. Il nostro desiderio è che i libri qui presenti siano di stretta attualità, con una selezione di titoli pubblicati dal 2009 ad oggi, i cui contenuti siano inerenti al periodo dal 1950 ai giorni nostri. A quanto già presente, inoltre, pian piano, si aggiungerà una cernita ancora più accurata di testi sul mondo della fotografia e dell’immagine in generale». Titoli suggeriti non solo dal panorama italiano, come precisa Azelia: «C’è una forte volontà e spinta all’internazionalità, per soddisfare la quale si sta costruendo un ricco comparto che offra riviste specializzate e testi di case editrici principalmente europee». Europa e non solo, però, presto infatti nb:notabene amplierà il proprio catalogo anche a testi provenienti dagli Stati Uniti, dall’Oriente e dal Medio Oriente.

Una peculiarità e un’aspirazione, quella dell’internazionalità, che non è stata certo di facile risoluzione, come afferma Raffaella: «Non ci saremmo mai immaginate di fare così tanta difficoltà a reperire titoli stranieri. Nonostante la grande comunicazione, il mondo dei distributori, italiani e non, è davvero una giungla, anche perché c’è poco contatto con l’editore». «Il lato positivo, però, – continua Azelia – è che si sono scoperti canali nuovi e quindi prodotti maggiormente selezionati, accurati e fantasiosi». Libri e riviste, in conclusione, di per se stessi già oggetti di design, che invece di suggerire “come fare per” si candidano ad essere fonte di ispirazione per una visione diversa ed innovativa della realtà.

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  1. grazie dalle nbs!

  2. quanto ci piace.

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