Lab121, la prova che il coworking funziona anche in provincia

Uno dice coworking e si immagina un enorme open space sul più trendy dei roof garden di chissà quale megalopoli anglosassone. E invece -per fortuna!- c’è un gruppo di ragazzi e ragazze che è riuscito a portare il coworking e la sua filosofia lontano dalle strade affollate delle metropoli fin nelle strade di un centro di poco meno di 100.000 abitanti come Alessandria. Si tratta dei ragazzi dietro lab121 che il 16 dicembre apriranno il primo spazio di coworking della cittadina piemontese.La parola a Mico, una delle anime di lab121:

Lab121 non è una persona sola ma, in pieno spirito comunitario, una gruppo di persone. Chi siete? Siamo 5 persone, amici, soci fondatori di lab121: Alessandra, Stefania, Venusia, Alberto ed io. Abbiamo percorsi formativi e professionali diversi, ci conosciamo da molti anni ma prima di lab121 non abbiamo frequentato gli stessi luoghi e persone, se non occasionalmente. Alessandra è una graphic designer con la passione per le moto, Stefania è un’esperta progettista per la formazione professionale amante dei quattrozampe, Venusia un tecnico amministrativo in ambito immobiliare appassionata di fotografia, Alberto un esperto di gestione aziendale appassionato di storia antica ed io, Mico, mi sono occupato di formazione ma mi dedico all’organizzazione di eventi. Siamo tutti nati tra il ‘74 il ‘79 e viviamo in Alessandria o poco distante.

Come vi siete trovate e come avete deciso di intraprendere questa strada? Partecipo ad associazioni culturali da oltre quindici anni e promuovo eventi di arte a domicilio dal 2003: in qualche modo la condivisione e la collaborazione fanno parte della mia vita da sempre. Quando due anni fa, all’inizio del 2010, ho letto un articolo sul coworking, mi è sembrata l’unica cosa da fare. Ho presentato l’idea del coworking e proposto di formare un gruppo di discussione e di lavoro al riguardo; ho incontrato l’immediato interesse dei futuri soci fondatori di lab121. Le prime suggestioni sono state fondamentali: la voglia di cambiare il contesto culturale del nostro territorio, l’esigenza di trovare nuove strade per esibire capacità e aspirazioni e la volontà di offrire la stessa opportunità ai nostri amici e coetanei, la determinazione di voler reagire alla crisi economica puntando sulla forza dell’intelligenza collettiva e i valori della condivisione e della collaborazione.

Abbiamo deciso di sviluppare il progetto in 3 fasi: la prima ci ha visti impegnati in un’attività di ricerca e raccolta di informazioni necessarie alla formalizzazione del progetto e alla costituzione dell’organizzazione, la seconda ha prodotto lo sviluppo della community e l’organizzazione degli eventi, la terza sta iniziando ora con l’apertura del Centro di Coworking.

Qual era il tessuto economico e sociale dal quale siete partiti?? Che strada avete deciso di prendere? Lab121 è un progetto nato in Alessandria e pensato per le persone che abitano, lavorano o transitano per lavoro nella nostra città; non ci siamo però posti limiti geografici o di altro tipo, uno dei nostri obiettivi è al contrario quello di mettere in contatto professionalità di territori differenti, attirando eventualmente affari e progetti verso Alessandria. La crisi economica è arrivata, qui come in molte città di provincia, molto tempo prima degli allarmi internazionali; negli ultimi quindici anni abbiamo visto assottigliarsi l’importanza della posizione geografica della città (crocevia naturale tra Milano, Genova e Torino) per mancanza di logistica e servizi e oggi vediamo chiudere grandi e piccole imprese: oltre 400 negli ultimi 7 mesi.

Presentando il nostro progetto alle persone e alle istituzioni, abbiamo verificato che nella nostra città la pratica più vicina al Centro di Coworking era lo studio associato e che non sono mai esistiti i classici Centri uffici, per business e più formali. I professionisti senza un ufficio, i più giovani in particolare, lavorano da casa e incontrano i clienti al bar senza avere alternative così come le aziende dispongono esclusivamente delle sale degli alberghi come location per incontri e presentazioni.

Durante il primo anno, nella prima fase, abbiamo indagato lo stato delle aziende e dei liberi professionisti della provincia incrociando i dati della Camera di Commercio, delle Associazioni di categoria e degli Ordini professionali, abbiamo intervistato via mail professionisti, aziende e no-profit, abbiamo svolto un’attenta ricerca sulle diverse realtà di coworking esistenti in Italia e all’estero, in ultimo abbiamo intrapreso un percorso assistito per la creazione d’impresa e contemporaneamente approfondito la conoscenza delle forme associative fino a optare per la costituzione di un’associazione di promozione sociale.

Mi raccontavi che all’inizio è stato necessario superare una certa diffidenza iniziale? Puoi parlarmene un po’ più in dettaglio? Alessandria è una città contradditoria, da un lato offre un’immagine chiusa e diffidente, eppure è utilizzata come città campione per molte ricerche e test commerciali, dall’esterno può sembrare spenta ma al contrario accoglie progetti e micro-realtà innovative, in ambito culturale e artistico, con eccellenze artigiane e aziende di successo internazionale. I nuovi progetti sono sempre guardati con diffidenza, potremmo quasi dire a prescindere dal progetto, forse anche per una questione demografica: il 50% della popolazione alessandrina ha più di 46 anni, solo il 15% ha un’età compresa tra i 30 e i 40 anni. Ci è stato chiaro fin da subito che ci attendeva un importante lavoro di divulgazione ed educazione, che era necessario dimostrare i vantaggi della collaborazione professionale e della condivisione delle competenze prima delle opportunità del Coworking.

La seconda fase del nostro percorso è stata quindi finalizzata allo sviluppo della community, alla promozione delle competenze e delle attività dei soci, alla diffusione degli argomenti attinenti il coworking e la collaborazione professionale; in particolare ci siamo dedicati all’organizzazione di eventi per far incontrare e conoscere i soci e loro… non ci hanno deluso! Tutte le iniziative hanno avuto una partecipazione importante e improntata alla concretizzazione di progetti e collaborazioni. Lab121 ha promosso aperitivi informali, cene di lavoro, speed meeting, incontri con esperti di modalità organizzative wiki, occasioni di autopromozione e di trasferimento spontaneo delle conoscenze, eventi espositivi, scambi collettivi di biglietti da visita, corsi di formazione e laboratori informativi per la creazione di impresa. Ogni occasione ha prodotto nuove relazioni, scambio di informazioni, collaborazioni professionali e in alcuni casi anche assunzioni, tra lo stupore di chi, ancora, non ha capito cosa facciamo…

Quanti iscritti avete al momento? Da che ambiti provengono e quali sono le loro professionalità? Perché hanno deciso di provare un percorso come il vostro? Oggi lab121 conta oltre 160 soci, oltre 60 professionalità rappresentate. Hanno aderito a lab121 neolaureati, liberi professionisti, piccole aziende e associazioni no-profit. La maggior parte dei soci risiedono nella provincia di Alessandria ma hanno aderito anche molte persone e società di Milano, Torino e Genova.

Gli ambiti sono i più diversi. Preferisco farti l’elenco delle professioni (i soci amano riconoscersi!): graphic designer, software engineer, web designer, web content, esperto social media marketing, esperto e-commerce, fotografo, operatore ripresa video, operatore montaggio video, illustratore, musicista, compositore, pittore, scultore, stilista, sceneggiatore, decoratore, floral designer, disegnatore di gioielli, incassatore orefice, architetto, ingegnere acustico, ingegnere civile, interior designer, virtual designer, tecnico gestione immobili, giornalista, pubblicista, editore, libraio, tipografo, serigrafo, organizzatore eventi, wedding planner, consulente culturale, esperto progetti europei, critico letterario, critico d’arte, commercialista, avvocato, consulente indipendente finanziario, promotore finanziari, business developer, commerciale, esperto turismo ambientale e sostenibile, operaio specializzato, operatore turismo, imprenditore web di crowdsourcing, infermiera pediatrica, odontoiatra, educatore, psicologa, psichiatra, psicoterapeuta, mediatore, formatore, progettista formazione professionale, counsellor, carrer coach, personal trainer, esperto fund raising, esperto risorse umane, interprete, traduttore, ricercatore materie plastiche, bibliotecario.

Il primo interesse dei soci provenienti dalla provincia, si deve forse alla “freschezza” del progetto in un territorio arido di novità, in un momento difficile per il lavoro e la ricerca di soluzioni e nuove strade percorribili; una volta iscritti e condivisi i valori promossi comprendono subito le opportunità della rete e che molto dipende dalla loro capacità di autopromuoversi. Le iniziative di lab121 si basano essenzialmente sulla promozione delle capacità e delle competenze dei soci a servizio del bisogno dei soci stessi. Posso citare alcuni esempi: un corso breve di formazione sui social network è stato tenuto da soci esperti di social media marketing e il gruppo classe era costituito dai soci che ritengono di dover sviluppare o aggiornare le proprie competenze in quel settore specifico; dal mese di ottobre, quattro socie hanno creato il progetto Pillole di Business, tramite il quale offrono prime consulenze gratuite agli altri soci, su temi quali fund raising, marketing, coaching e start up; tutti i soci hanno l’opportunità di essere intervistati, sulle proprie competenze e attività e trasmessi all’interno di una rubrica radiofonica settimanale trasmessa da un media partner di lab121; i soci infine promuovono la propria attività offrendo servizi o prodotti con agevolazioni per gli aderenti alla community. 

La ricerca di competenze diverse dalle proprie all’interno della community è continua e l’associazione stessa si fa carico, nel possibile, di sostenere i propri soci nella candidatura e nella presentazione di progetti e curricula a Enti o Organizzazioni.

Che peso ha, se ce l’ha, il web e i social network nel promuovere la collaborazione tra membri e la conoscenza del vostro progetto? Il web è stato importantissimo, al pari degli eventi e delle iniziative in presenza. A gennaio del 2011 abbiamo pubblicato il sito ufficiale lab121.org, semplice ma funzionale a trasmettere le prime informazioni e a offrire ai soci una vetrina personale; al sito abbiamo affiancato una pagina Facebook, un account Twitter e un gruppo su Linkedin per dialogare quotidianamente e favorire lo scambio di informazioni tra i soci e un canale Youtube, profili su Flickr, Issuu e Slideshare tramite i quali condividiamo foto e documenti delle iniziative svolte. Comunichiamo con i soci principalmente tramite mail o telefono e al momento dell’iscrizione li dotiamo di una mail personale @lab121.org. Ogni socio riceve comunicazioni personali ed è invitato a partecipare alla redazione della Newsletter mensile, inviata a oltre diecimila contatti. Da metà 2011 gestiamo il blog di lab121, dove trovano spazio notizie sulle attività associative e i contenuti proposti ed elaborati dai soci.

Tra pochi giorni sarà varato il nuovo sito, una piattaforma integrata con i social network, provvista di pagina personale per ogni socio, strumenti per la condivisione dei documenti e l’organizzazione delle attività di lab121 e del Centro di Coworking.

Qual è il bilancio finale? Possiamo dire di essere soddisfatti e ricompensati del lavoro svolto finora; oggi lab121 è considerata un’importante realtà cittadina, riconosciuta e apprezzata per la quantità e la qualità delle iniziative intraprese, per la capacità di entrare in contatto con organizzazioni e realtà diverse e di comunicare con semplicità e costanza. La community è stata fondamentale: un numero così alto di partecipanti (rispetto alle premesse iniziali) e la partecipazione attiva di molti soci hanno sostenuto l’affermarsi di un’identità autorevole che ha permesso tra le altre cose di sottoscrivere Protocolli di intesa con il Comune, la Provincia, l’Università del Piemonte Orientale, agenzie formative, aziende, cooperative e associazioni della città.

Abbiamo lavorato un anno per costituirci e un altro anno per aprire il Centro di Coworking, ma quello che vogliamo promuovere non è solo Coworking, noi crediamo nel valore delle connessioni tra le persone, noi pensiamo a un social wellfare partecipato dal basso, un sistema dinamico di persone che sia rete di soccorso nel momento del bisogno e allo stesso tempo un trampolino di lancio delle attività del prossimo.

Questa idea si è ulteriormente rafforzata durante il viaggio a Berlino in occasione della Coworking Europe Conference 2011. Un’esperienza magica che ci ha permesso di conoscere e confrontarci con realtà importanti, diverse e lontane ma che, allo stesso tempo, abbiamo riconosciuto così simili e vicine per le loro dinamiche, i loro entusiasmi e difficoltà. A Berlino abbiamo anche compreso che il movimento del Coworking si sta delineando proprio ora e che sentiamo la responsabilità di lavorare affinché prosegua e si sviluppi sui binari della socializzazione e della cooperazione. Avremo occasione di discuterne a gennaio, in occasione del Worldwide Jellyweek 2012, una settimana di discussione on line e in presenza a livello planetario sui temi del coworking, evento per il quale siamo, con orgoglio, ambasciatori italiani.

Tutte queste esperienze interessanti sono sfociate nell’inaugurazione del primo spazio di coworking ad Alessandria. Raccontaci un po’ di questa nuova avventura! Il Centro di Coworking rappresenta la terza fase del progetto e la concretizzazione dell’idea iniziale, lo strumento che ci consentirà di dimostrare appieno le potenzialità della collaborazione professionale e della rete.

L’inaugurazione è fissata per venerdì 16 dicembre, occasione in cui festeggeremo anche il primo anno di costituzione di lab121.

 Il Centro di Coworking ha sede all’interno di un Ex Distretto Militare, in pieno centro cittadino; cento metri quadri divisi in un open space con quindici postazioni di lavoro, una sala riunioni, un ufficio chiuso, una piccola cucina e i servizi igienici. Il Centro è dotato di tavoli, sedie, mobili, connessione Internet wi-fi e di una stampante multifunzione in rete; speriamo in breve tempo di riuscire a dotare la sala riunioni degli strumenti idonei per la videoconferenza.
Il Centro già oggi, prima ancora di essere ufficialmente aperto, ha alcuni coworker al lavoro: sei programmatori per conto di una holding company che opera nel mercato di internet su scala internazionale e due soci alessandrini, un ingegnere informatico e un fotografo che fremevano per l’apertura.
Il nostro obiettivo per questo primo anno è di riuscire a rendere il Centro sostenibile, utilizzandolo come luogo di lavoro durante il giorno e per l’organizzazione di eventi, attività formative e incontri professionali alla sera e nei week end, così come ci stanno proponendo molti soci.

Qual è stato l’atteggiamento delle istituzioni nei vostri confronti: indifferenza, collaborazione o (speriamo proprio di no!) persino ostilità nei confronti del vostro progetto? Abbiamo presentato il nostro progetto, prima di costituirci, sia al Comune che alla Provincia di Alessandria. Siamo riusciti a comunicare con efficacia la forza del progetto, a sottolineare l’aspetto sociale e le potenzialità di sostegno al mercato del lavoro trovando coincidenze e convergenze con le necessità del territorio e i piani strategici di entrambe le Amministrazioni, pur di colore politico opposto. I risultati di questo dialogo “tra le parti” sono eccellenti: i locali del Centro di Coworking sono stati concessi dall’Amministrazione comunale di Alessandria e allestiti, in parte e quando sarà effetivamente liquidato, con il contributo della Regione Piemonte e della Provincia di Alessandria, in virtù della partecipazione al Bando Giovani 2011 con il progetto del Centro e delle attività associative.

E gli investitori privati? Il lavoro svolto finora da lab121 è stato reso possibile esclusivamente dalle tessere associative e dalle quote sostenute dai soci per la partecipazione ai corsi di formazione e agli eventi promossi. La creazione del nuovo sito e l’allestimento del Centro sono stati possibili grazie al contributo di alcune aziende partners di lab121 e di molti soci nell’ambito delle rispettive professionalità. Abbiamo naturalmente fatto richiesta di contributo alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Alessandria, ad alcune organizzazioni private e ci siamo proposti per instaurare rapporti di collaborazione con gli ordini, i collegi e le associazioni di categoria. Da recenti indagini emerge che fondazioni e istituti bancari stiano investendo sempre più nel settore del no-profit perché statisticamente risulta essere un sistema più stabile e che fallisce meno di società e grosse aziende. Nel nostro caso, possiamo dire che il Pubblico è stato più attento e secondo noi, lungimirante.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: