Vita multitasking? Pilota automatico e plastilina

Mark Frauenfelder, fondatore di BoingBoing e redattore di Wired dal 1993 al 1998 ha condiviso su Lifehacker il suo sistema per affrontare una giornata multitasking e uscirne non solo indenni ma vittoriosi.

“Per quelli che, come molti di noi, passano la maggior parte della loro giornata lavorativa davanti a uno schermo collegato a internet, trovare un sistema per resistere alle infinite distrazione online dalle quali ci separa un click o poco più (news, email, facebook, 9gag eccetera eccetera…) può davvero fare la differenza fra una giornata lavorativa ben spesa e un’incubo fatto di stress, frustrazione, lavori che si accumulano. Negli ultimi tempi ho scovato un semplice sistema per non perdere la bussola e restare concentrato sulle attività da portare a compimento giorno per giorno.

Lista master. Innanzitutto, tengo una lista di tutte le cose che devo fare, dalla prima all’ultima, senza eccezioni. Non appena me ne viene in mente una, la inserisco nella lista principale. La lista è divisa in categorie differenti: nel mio caso si tratta delle riviste per le quali collaboro, nel vostro possono essere i clienti o il tipo di attività, come una telefonata, un brainstorming, un convegno. Io uso Wunderlist, ma se preferite altre app non c’è alcun problema.

I dieci comandamenti. Ogni mattina, prima di mettermi a lavorare, scorro la mia lista alla ricerca degli elementi ai quali intendo dedicare la mia giornata. Assegno ad essi lo status di attività prioritaria, li metto nell’ordine con cui intendo affrontarli e stampo una copia di questa lista. In genere non mi spingo oltre i 10/15 elementi perché mi sono reso conto che la lista tende a diventare molto poco realistica e decisamente velleitaria.

Modalità Robot. Fatto questo, entro in quella che chiamo modalità robot. Non mi chiedo quanto lavoro mi resta da fare o quante delle attività pianificate ho già portato a compimento ma restringo il mio orizzonte rigorosamente all’attività in corso. Passato e futuro non esistono. Finito un lavoro, faccio una spunta e mi muovo all’attività successiva.

Modalità Analogica. C’è un piccolo segreto però che mi aiuta a raggiungere gli obiettivi che mi sono dato senza farmi prendere da ansie da prestazione. Si tratta dei miei cosiddetti “15 minuti di creatività non digitale”. L’idea si ispira a una dichiarazione di Yoko Ono, che afferma di fare il possibile ogni giorni per ritagliarsi un po’ di tempo, anche solo dieci secondi,  il più lontano possibile dalle attività e dalle scadenze del giorno. Anche solo per guardare le nuvole. Io mi prendo ogni giorno 15 minuti per disegnare a mano libera su un taccuino, perdere tempo con la plastilina, cucinare. In fondo non è così diverso dalla pausa caffé, solo che in questo caso sono bandite conversazioni di lavoro tra colleghi, o forme di intrattenimento più o meno passive, come guardare la tv (in fondo passo già il resto della mia giornata a fissare uno schermo). In genere pianifico la mia pausa analogica a metà della lista, quando incomincio ad avvertire la prima stanchezza.

Questo articolo è frutto di un libero riadattamento di un post pubblicato su Lifehacker il 21 novembre 2011 e segnalato da BoingBoing.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: