Pazienza, determinazione, e collaborazione, come mettersi in proprio secondo Into.to.it

Continua il nostro viaggio alla scoperta degli esempi più interessanti di intraprendenza applicata al mondo del lavoro. Per prendere coraggio e mettersi in proprio, lasciarsi ispirare e confrontarsi dalle esperienze degli altri, perché si può sempre cambiare, perché chi non fa errori non impara nulla.

Aprire al turista le porte di una Torino viva e creativa, fatta di arte contemporanea e design, di cultura e identità artigiana: questo l’obiettivo e lo spirito con cui, ormai da più di un anno, opera e vive il tour operator InTo. Creato dalle mani affettuose di due giovani donne, nate e cresciute nel capoluogo sabaudo, Claudia Gennaro e Viviana Mangione, InTo abdica al concetto tradizionale di turismo in favore di un approccio più intimo, umano, organizzando tour vissuti e percepiti da un punto di vista peculiarmente torinese, come se il turista fosse ospite in casa di amici. La stessa filosofia e principio con cui Claudia e Viviana ci accolgono, nella loro sede in San Salvario, per presentarci InTo e rispondere alle nostre domande.

Come è nato InTo?

InTo nasce perché sia io che Viviana, amiche già da prima di avviare questa impresa, abbiamo intravisto una possibilità, e per certi versi anche una mancanza, all’interno dei percorsi turistici tradizionali. Attraverso ricerche di mercato e, soprattutto, dando ascolto ai turisti che accoglievamo nelle nostre strutture ricettive (il B&B La Mansardina e due case vacanze: una in via Bellezia e un’altra vicino alla stazione Dora ndr), dai quali ricevevamo molte richieste a riguardo, abbiamo osservato che, in particolare in Italia, non vi sono dei pacchetti culturali per le città d’arte. È quindi nostra intenzione mostrare a tutti come questo prodotto, ad esempio in una città come Torino, sia davvero sensato e necessario.

Tour Operator di Incoming su Torino: quali sono i tour che organizzate e a che tipologia di turista sono rivolti?

Al momento i nostri tour sono racchiusi in quattro categorie: Mercatini, Fotografia, Enogastronomia e Cultura. Sono solitamente di un weekend o di una settimana e forniti di tutto: è nostra intenzione, infatti, favorire così coloro che, a causa del lavoro o per semplice mancanza di tempo, vogliono ottimizzare le proprie vacanze. Il target, ovviamente, è composto da turisti “giovani”, o meglio da persone che desiderano uscire dai percorsi turistici tradizionali. A tal proposito, è nostro intenzione in futuro organizzare dei pacchetti, di 4 ore al massimo, per coloro che vengono qui per lavoro e che, avendo caso mai dei “tempi morti”, desiderano impiegarli facendo una visita “concentrata” della città. Il punto fermo, tuttavia, di tutti questi progetti, e il motivo per cui alla fine i nostri tour sono composti al massimo di dieci persone, è la nostra ferma intenzione di offrire un’esperienza verace ai clienti, dando loro l’impressione di essere tra amici. Un modo per raggiungere questo obiettivo è, ad esempio, accoglierli in dei B&B, dove possono trovare ambienti più accoglienti, intimi e domestici, e non nei classici hotel.

Passiamo all’esplorazione degli aspetti più pratici della vostra esperienza di creazione d’impresa. Che agevolazioni avete avuto e come vi siete mosse per aprire la società?

Partendo dal presupposto che, visto l’odierno mondo del lavoro, era nostra ferma intenzione diventare autonome e indipendenti, una volta avuta l’idea abbiamo seguito il percorso tradizionale. Ci siamo iscritte al MIP, dal quale abbiamo ricevuto davvero un grosso aiuto, e lì, attraverso 90 ore di tutoraggio, abbiamo poi costruito il nostro business plan, fondamentale per chi come noi era a digiuno di certe materie. In seguito, abbiamo usufruito della legge 34 del 2008, quella sull’imprenditoria giovanile e femminile, e dell’Azione 4: la prima dà fino a un massimo di 20.000 euro (40% a fondo perduto e il 60% a tasso agevolato), mentre la seconda fornisce fino a 3.000 euro a fondo perduto, più 3.000 per ogni socio disoccupato.

Quali difficoltà avete incontrato?

Molte sono state le difficoltà nell’affrontare la burocrazia e nel reperire quelle informazioni basilari utili per varare il nostro progetto, come ad esempio, in questo caso particolare, capire cosa era necessario fare per avviare l’attività non su strada, ma in abitazione. Questo da un punto di vista gestionale e prettamente burocratico, mentre per ciò che concerne i contenuti è un altro discorso. Non essendoci altre realtà come la nostra su Torino, quella poca offerta che c’è è organizzata infatti in maniera del tutto differente, non avevamo e non abbiamo mai avuto termini di paragone da cui eventualmente prendere spunto.

Quali risorse caratteriali vi sono tornate utili e, di conseguenza, cosa potreste suggerire a chi volesse entrare nel vostro settore?

Pazienza e determinazione sono caratteristiche fondamentali e, soprattutto, non bisogna fermarsi mai alle apparenze. In secondo luogo, non si può certo pensare di fare tutto da soli, ma bisogna imparare a rivolgersi a dei professionisti capaci. Certo è difficile riconoscere i propri limiti e di avere bisogno di qualcuno con cui collaborare, ma è fondamentale se si vogliono raggiungere dei risultati.

Il primo bilancio dopo ormai un anno e mezzo di vita?

Nonostante la nostra meticolosità e il non saperci mai accontentare, i primi bilanci sono certamente buoni. È stato faticoso, ma abbiamo imparato tante cose e, soprattutto, abbiamo imparato dai nostri errori. Il bello però arriva ora, perché dallo studio e dalla fase preparatoria si sta passando all’azione.

Per maggiori informazioni:

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