Yo-Yo, autisti a domicilio

Hai passato una serata con gli amici, sei stato ad una festa, un matrimonio o una cena, in cui hai alzato un po’ il gomito e vuoi tornare a casa in completa sicurezza? Oppure, sei solo stanco e non vuoi affrontare il traffico stressante della città? A tutte queste domande c’è solo una semplice risposta, ossia chiamare la Yo-Yo autisti. Come funziona? Niente di più facile: chiamando il numero verde, un autista raggiungerà il cliente con un mini-scooter pieghevole, che poi ripiegherà e depositerà nella macchina dell’interessato, et voilà, pronti per tornare a casa. Agenzia di chauffeur personali a domicilio, attiva 24 ore su 24, la Yo-Yo nasce a Torino, nel 2009, da un’idea di Carlotta Fabietti. Ed è proprio l’ideatrice, titolare, nonché meccanico (e sì uomini svolge anche questo compito) della YoYo a fare le presentazioni.

Come è nata la Yo-Yo autisti?

L’idea si è materializzata un giorno a tavola, nel 2009, insieme a dei familiari. Pensavamo che sarebbe stato bello fare gli autisti, professione non più tanto in voga in Italia, e andare incontro così alle esigenze degli utenti, soprattutto di notte, momento in cui, a causa forse anche dell’alcol, ce ne sarebbe più bisogno. Molto utile è stato anche prendere spunto da servizi analoghi, diffusissimi nel Nord Europa e soprattutto in Inghilterra, dove hanno preso davvero piede in fretta.

Differenze tra Italia e Inghilterra?

Di notte, girando per Torino, solo se si attraversano i corsi principali si trova la polizia che fa i controlli con l’etilometro. Basta quindi evitare quelle strade e il pericolo non si corre. In Inghilterra, invece, nessuno mai si porrebbe questo problema, perché nessuno si metterebbe alla guida ubriaco. È una questione culturale. Ancora oggi, infatti, l’attività trainante della nostra agenzia la svolgiamo di giorno.

Che agevolazioni avete avuto e come vi siete mossi per aprire la società?

Agevolazioni pubbliche non ne abbiamo ricevute, ci siamo mossi solo con capitali privati. Inizialmente abbiamo chiesto aiuto alla Provincia e agli uffici del MIP per avere l’assistenza tecnica necessaria: quale partita IVA aprire, con che tipo di responsabilità etc… La Provincia, in questo, ci ha dato davvero una grossa mano.

Sebbene, visto il lavoro che fate, non stiate molto in sede, dove vi si può trovare?

Sia la sede operativa, sia quella legale sono in San Salvario. Scelta determinata non da un trend modaiolo, ma dal cuore. Sono cresciuta e vissuta infatti in questo quartiere. Il nostro lavoro comunque è caratterizzato dalla “mobilità”: ciò è possibile sia grazie alla tecnologia telefonica e informatica, sia grazie ai nostri mini-scooter. Una mobilità che ovviamente diviene poi essa stessa un modo per fare pubblicità all’azienda.

Quali difficoltà avete incontrato?

Il lavoro di per sé è semplice: richiede solo un buon dialogo con il pubblico. Purtroppo, tolte le difficoltà di trovare capitali da investire in pubblicità, il vero problema è la gestione e la tenuta su strada dei motorini. Al mondo, solo la Di Blasi produce ancora questi mini-scooter; l’assistenza è ottima certo, ma è difficile riuscire a trovare un meccanico in Torino che sappia e voglia aggiustarli. Per risolvere questo inconveniente, ho dovuto imparare io stessa a ripararli.

Quali risorse caratteriali vi sono tornate utili e, di conseguenza, cosa potreste suggerire a chi volesse entrare nel vostro settore?

Bisogna essere molto resistenti, avere passione e, soprattutto, possedere tanta pazienza. È certo faticoso, ma ti dà soddisfazioni che, ad esempio, un lavoro da dipendente non potrebbe mai regalare.

Il primo bilancio dopo ormai due anni di vita?

Non so se riusciremo mai ad arrivare in altre parti d’Italia, ma al momento, in Torino, il bilancio è positivo. Ci stiamo sviluppando piano piano e, di ciò, ne siamo contenti, anche perché, servizi analoghi, in altre città, hanno presto perso le caratteristiche originarie e, questo, vorrei che non accadesse alla Yo-Yo.

Per maggiori informazioni:

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