Mai più rimandare lavori urgenti. Da domani però.

Chi lavora da solo e non ha il fiato sul collo del capo, del responsabile, del team leader, scopre prima o poi (e non senza un certo stupore) che tutto sommato qualcuno che ci dica cosa fare ed entro quale giorno del mese tornerebbe comodo anche a noi freelance orgogliosamente solitari. E sì, perché se è vero che il bello del lavoro autonomo è che quando facciamo bene il nostro lavoro è tutto merito nostro, è altrettanto vero che se non rispettiamo una scadenza o facciamo un lavoro scadente perché magari ci siamo ridotti all’ultimo momento, non esistono team leader da incolpare: la colpa è solo e tutta nostra.

Per questo può essere utile affrontare guardandolo negli occhi il mostro della procrastinazione, ovvero l’irrefrenabile tendenza a rimandare quel tal lavoro fino al momento in cui l’unica spinta ad agire è evitare un fallimento plateale e senza appello. È così che sono incappato nel trailer del libro “you are not so smart” che trovate qui sotto.

Il video porta a contatto con un concetto decisamente interessante, quello dell’eterno conflitto tra ciò che che voglio ora e ciò che vorrò nel futuro. L’idea è che esiste in tutti gli essere umani una tenzenza primordiale e insopprimibile alla gratificazione immediata. Ecco spiegato per quale ragione, giusto per fare un esempio, anche se sappiamo che nel lungo periodo dà più vantaggi mangiare pochi zuccheri e molta frutta, nell’immediato saremo più portati a nutrirci di snack iper zuccherini, molto più gratificanti sul momento rispetto a una mela, rimandando (ecco la parola chiave!) la mela a domani, alla prossima settimana, al prossimo mese.

Analogamente, è più gratificante nell’immediato avere un desktop bello ordinato piuttosto che buttarsi a capofitto su quel lavoro tanto impegnativo anche se sappiamo benissimo che nel lungo periodo del desktop pulito non importerà a nessuno mentre da un lavoro ben fatto può dipendere la nostra sopravvivenza.

L’idea è rendersene conto e agire di conseguenza. Se fossimo tutti come Spock del pianeta Vulcano, esseri di pura logica, il problema non si porrebbe nemmeno. Ma come lo stesso Spock non manca mai di rimarcare al Capitano Kirk con aria saccente, noi terrestri, freelance compresi, siamo esseri vittime delle emozioni e continuamente attratti dalla gratificazione immediata, anche se nel lungo periodo può risultare meno conveniente. Eppure se imparassimo a soffermarci a considerare cosa sarebbe più gratificante di qui a un mese -un desktop scintillante o un cliente soddisfatto?- ci comporteremmo di conseguenza.

Il trucco quindi sta tutto nell’imparare a valutare le conseguenze delle nostre decisioni e delle nostre azioni nel lungo periodo e agire di conseguenza. Facile, vero?

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