Faccia a faccia con Edito

Con questo post inauguriamo una rubrica tutta dedicata a raccontare le realtà imprenditoriali più dinamiche di Torino e non solo. Storie di uomini e donne, neolaureati ma anche lavoratori alla soglia degli anta, che invece di scoraggiarsi di fronte a un mercato del lavoro sempre più imprevedibile e cedere al pessimismo, hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo e deciso di mettersi in proprio, mettendo in piedi l’azienda che avevano sempre sognato. Magari si tratta di realtà imprenditoriali piccole, spesso individuali, ma in possesso dagli unici requisiti che fanno davvero la differenza di questi tempi: coraggio, tenacia e ottimismo. Con la speranza che serva da ispirazione ad altri ancora.

Edito nasce il 27 gennaio 2011 dalle menti di Alessandro Caruso e Alberto Piatti, laureato in Storia il primo e in Lettere il secondo. Cresciuto a Torino nel cuore di San Salvario, quartiere fucina di giovani talenti e di progetti dinamici, Edito non ha nemmeno un anno di vita (proprio oggi compie infatti otto mesi) e si affaccia al mondo come una delle realtà più interessanti e coraggiose del panorama torinese. Società di gestione di servizi editoriali a 360°, Edito ci viene presentato proprio da uno dei suoi fondatori. È Alessandro ad accoglierci nel proprio studio/abitazione in via Saluzzo e a svelare la creatura sua e di Alberto.

A chi si rivolge Edito?

Gli interlocutori privilegiati sono le realtà editoriali in tutte le loro specificazioni: dall’ente pubblico alle case editrici, dal libro tradizionale cartaceo a quello su supporto elettronico. L’obiettivo è quello di offrire un prodotto di alta qualità, per un settore dove troppo spesso la necessità dei numeri regna a discapito della cura e dell’attenzione verso i particolari.

Cosa vi ha spinto a mettervi in proprio?

Oltre la passione, abbiamo notato che le case editrici hanno la tendenza a pubblicare testi che, anche se potenzialmente validi sotto l’aspetto dei contenuti, tendono a minare la qualità degli stessi editori a causa di grossolani errori in fase di revisione. Troppo spesso la necessità di risparmiare su alcune fasi del lavoro redazionale, come l’editing, la correzione di bozze etc… (non ci sono più i vecchi giri di bozza di una volta ndr), ha la meglio sulla qualità complessiva finale.

Come si struttura Edito?

Sono due i rami di lavoro: il primo è rivolto alle aziende, case editrici e fornisce gli strumenti di supporto alla pubblicazione, mentre il secondo è quello che si concentra sull’aiuto agli autori esordienti. Valutiamo testi inediti, redigiamo schede di valutazione e fungiamo da intermediari con le realtà editoriali in nostro contatto.

Chi sarà il prossimo Dan Brown?

Potenzialmente tutti lo possono essere, il problema è capire come indirizzare la propria vena creativa. Molti dei testi pervenuti hanno una forte caratteristica autobiografica, quasi gli autori intendessero la letteratura come “medicina mentis”, perdendo di vista lo scopo primario di trasmettere qualcosa agli altri, coinvolgendoli. Diciamo sempre che un autore deve scomparire alla vista del lettore, lasciando sul foglio solo una storia con le sue emozioni.

È vero che siete sbarcati a Roma?

Siamo approdati nella Capitale attraverso una nuova collaborazione con le “Edizioni della Sera”, diretta da Stefano Giovinazzo, incentrata soprattutto sulla valutazione dei testi di scrittori esordienti. L’incontro con Stefano è avvenuto al “Salone del Libro” del 2011, in cui abbiamo convissuto per cinque lunghi giorni nello stesso stand. Parallelamente a ciò, ormai da qualche mese però, Edito ha lasciato il suo segno anche su Facebook. Vogliamo arricchire sempre più la nostra pagina, in maniera tale da ampliare il nostro raggio d’azione. Come Social Network, infatti, credo che abbia un enorme potenziale, soprattutto per chi voglia presentare e far conoscere la propria attività.

A otto mesi esatti dalla nascita quali sono le prime impressioni?

Le difficoltà sono enormi in questo settore, sia per caratteristiche congenite sia per la crisi generale in cui verte il mercato, ma siamo ancora convinti della scelta fatta. Usare le energie in un progetto proprio dà soddisfazioni enormi, ma ovviamente bisogna pesare ogni passo che si compie.

Per maggiori informazioni:

Alzatevi e Partite Iva è il blog presentato da Toolbox Coworking Torino dedicato ai professionisti freelance che non si considerano precari, perché hanno scelto consapevolmente di mettersi in proprio e lavorare in piena autonomia. Su Alzatevi e Partite Iva trovi suggerimenti per svolgere al meglio la tua attività, riflessioni sul mondo del lavoro e sull’attualità, e segnalazioni di iniziative per dare sempre più visibilità e dignità ai nuovi freelance.

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