Crowdfunding contro la crisi

Si sente parlare sempre più spesso di crowdfunding come di un nuovo strumento per permettere ai giovani di avviare le proprie attività imprenditoriali, ai freelance di portare avanti i propri progetti editoriali, artistici, giornalisti.

Di cosa si tratta nello specifico? Il crowdfunding è un modello di investimento collaborativo che permette ad un gruppo di persone di unire le proprie donazioni per il finanziamento di un’idea progettuale di vario tipo. Il vantaggio è duplice: più investitori si impegnano insieme in uno stesso progetto (con riduzione del rischio annessa) e più creativi/imprenditori hanno la possibilità di vedere realizzata la propria idea. Solitamente il meccanismo prevede che ad ogni progetto promosso da un utente sia associata una scadenza e un obiettivo di capitale da raggiungere. Se alla scadenza la somma è stata raggiunta, il progetto andrà in porto. E questa non è fastascienza ma realtà!

Il crowdfunding è sempre più diffuso in rete e attualmente esistono molte piattaforme che hanno fatto di questo modello il loro business. Molte di queste sono state lanciate nel 2010: ad esempio, nel panorama italiano troviamo Dig-it, il sito di giornalismo on demand finanziato dagli utenti; Spot.us Italia, il sito di giornalismo partecipativo sorto sulle orme del modello americano Spot.Us e, sempre in ambito informazione, YouCapital, la piattaforma di crowdfunded journalism che consente a giornalisti ed operatori del settore di pubblicare progetti, raccogliere adesioni e sostegno finanziario. Per il 2011 invece sembra ben promettere Emphas.is, la piattaforma dedicata al fotogiornalismo finanziato dagli utenti, avviata nel 2010 ma che sarà ufficialmente lanciata a fine mese.

Last but not least, Kickstarter, una piattaforma di crowdfunding che ha riscosso grande successo nel 2010 e che ha avuto il merito di rendere concreti progetti che altrimenti sarebbero rimasti solo delle idee. Qualche esempio? Grazie ai finanziamenti raccolti su Kickstarter sono stati realizzati due progetti di cui nel 2010 si è sentito molto parlare: Diaspora, l’alternativa opensource a Facebook, e Pioneer one, una serie tv di fantascienza e politica.

(questo post è frutto della rielaborazione di questo articolo comparso il 22 gennaio 2011 sul blog del sito theblogtv.it.

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