Gli Anni Sessanta? Diciamolo, un incubo.

Diciamo la verità: chi non ha mai provato a immaginare almeno una volta nella vita come sarebbe stato vivere negli anni Sessanta? Andare al lavoro in uno di quegli uffici che si vedono nei film? Niente cellulari né notebook, e in compenso tanta eleganza Sixties.

Peccato un conto è come quegli anni sono stati rappresentati dai media, un conto è come quegli anni sono stati veramente. certo, c’era il design scandinavo e i telefoni verde oliva, ma c’erano anche la discriminazione razziale e il sessismo. Proprio come ci mostra Mad Men, una serie televisiva ambientata a New York nei primi anni Sessanta in una delle tante agenzie pubblicitarie che un tempo affollavano Madisono Avenue.

Al di là del puro godimento per una serie caratterizzata da una qualità della recitazione e delle sceneggiature davvero notevole, Mad Men offre l’opportunità esplorare i luoghi di lavoro e la vita d’ufficio dei primi anni Sessanta senza quell’aura glamour vintage che finora aveva ammantato tutte le ricostruzioni storiche di quel periodo.

Come vi trovereste in un ufficio in cui ad ogni persona corrispondeva una segretaria e ad ogni segretaria una macchina da scrivere e un interfono per comunicare con il proprio responsabile? Per non parlare dei telefoni, che squillavano prima sulla scrivania della segretaria, poi su quella del suo responsabile, se lui aveva acconsentito a rispondere alla chiamata. Un’ufficio rumoroso, senza dubbio!

E il bello deve ancora venire: come vi sentireste in un luogo di lavoro in cui le donne fanno solo le segretarie, ed è bene che siano eleganti e disponibili e pronte a incassare la loro dose quotidiana di battute sessiste e misogine? E se nel vostro ufficio fosse permesso fumare e bere come niente fosse? Questi sono gli anni Sessanta descritti in Mad Men, ed è ragionevole immaginare che si tratti di un’immagine più verosimile di quella tramandataci da Mia Moglie è una Strega, giusto per restare al mondo dei pubblicitari.

E la domanda si insinua più forte che mai? Saremmo in grado noi di vivere in questi ambienti, di lavorare bene? O tutto sommato, nonostante gli alti e bassi, nonostante ogni tanto ci ritroviamo pure noi a rimpiangere i bei tempi andati (senza averli ovviamente mai vissuti) il nostro modo di vivere e di lavorare resta il migliore, almeno per noi e per questa epoca? Ai posteri (e ai commenti, se vi va), l’ardua sentenza.

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