Sei solo una faccia di Sally Fields!

Salyy Fields - Toolbox Coworking TorinoChi lavora come freelance si confronta quasi quotidianamente con un universo lavorativo e istituzionale che fa ancora finta di vivere ai tempi, morti e sepolti, in cui i mariti lavoravano dalle nove alle cinque in un anonimo palazzo del centro mentre la moglie si affannava a preparare polpettoni, pranzi della domenica e cocktail di fine giornata. Lo sappiamo tutti che quella vita, ammesso e non concesso che sia mai esistita davvero, non è mai stata così perfetta come molti credono, eppure in tanti, troppi, si ostinano a usare quel termine di paragone per valutare il loro stile di vita e quello di chi hanno di fronte, freelance compresi, con l’unico risultato di deprimersi e deprimere chi li circonda. Poco importa se il il nostro lavoro ci paga una casa, da mangiare e qualche svago: se non abbiamo il contratto a tempo indeterminato nel cassetto corriamo il rischio di passare per dei perdenti senza speranza. Io ormai riconosco chi la pensa così al primo cenno: io li chiamo facce di Sally Fields perché quando scoprono che sei un freelance fanno quella faccia finto contrita con le sopracciglia aggrottate e la bocca a trapezio che Sally Fields ci dispensa in tutti i suoi film.

Qquante volte ci capita di gioire per aver strappato a un cliente un contratto annuale ma in famiglia ci si strappa i capelli e tutti si domandano “ma perché non si fa assumere?”. E se con gli amici coetanei va un po’ meglio perché la vita ha messo anche loro di fronte alle stesse situazioni, è quando ti scontri con il mondo istituzionale che si raggiungo gli abissi del surreale più puro, degno del migliore Dalì.

Vuoi accedere a un prestito o a un mutuo? Contratto a tempo indeterminato! Poco conta che tu abbia sempre pagato l’affitto di casa negli ultimi dieci anni, e che negli ultimi tempi sei pure riuscito a permetterti un ufficio tutto tuo (il coworking è figo, mica gratis!), che la tua dichiarazione dei redditi sia superiore  e non di poco a quella del commesso part-time dell’Auchan. L’equazione non assunto = inaffidabile cade implacabile sulla conversazione e uccide qualunque speranza. Per non parlare di casi ancora più agghiaccianti come quello che mi ha raccontato Stefano, un ragazzo venuto a dare un occhiata al coworking dove lavoro io (Toolbox Coworking di Torino).

Racconta Stefano: “La cosa è successa nel 2004. Per svariati motivi io e mia moglie abbiamo deciso di rimandare la vaccinazione dei nostri figli. In effetti volevamo solo farli crescere un po’. Comunque di fatto è partita dalla ASL una segnalazione al Tribunale dei Minori che poi è finita al Comune e quindi ai Servizi Sociali. Ci chiamano un giorno e chiedono di venire a casa nostra per una visita. Considera che abbiamo un appartamento più che dignitoso in pieno centro ad Ancona, di nostra proprietà e con un piccolo mutuo. L’assistente sociale è venuta a casa nostra e lì per lì sembrava tutto tranquillo. Ci chiedeva informazioni sui figli e sulla loro educazione. Poi ci chiede che mestiere facciamo. Mia moglie era assegnista di ricerca all’Università con un incarico annuale di insegnamento. Io provo a rispondere consulente freelance, ma vedendo che non era chiaro cerco di spiegare meglio dicendo che ho una partita iva e lavoro come consulente aziendale. Apriti cielo. Le domande più carine sono state: ma come pensate di mantenere la vostra famiglia? Ma lei non riesce proprio a trovare un posto fisso? I vostri genitori quanto vi danno al mese? E poi, i consigli: lei non potrà fare questa cosa del consulente a vita.”

“Certo, dal 2004 sembra passata una eternità. Però questa piccola storia è esemplificativa di come sono viste da sempre le cosìddette “partita iva”: siamo gente che non riesce a trovare un posto fisso, sottopagata, schiavizzata e in definitiva senza futuro che se non fosse per le pensioni dei genitori non avrebbe neanche diritto a una famiglia. In banca, come a tavola tra amici, appena dici che sei una partita iva come minimo parte uno sguardo compassionevole. A chi non è capitato mai?”

Come sfuggire a questa condanna? Prima di tutto, concentrarsi sui fatti e respingere al mittente le accuse implicite di fallimento: l’amico ti guarda con l’occhio compassionevole? E tu ricordagli che i suoi meriti lavorativi per quanto veri e gloriosi saranno sempre merito del suo capo e che lui molto probabilmente sarà intitolato delle colpe. La banca storce la bocca? E tu dalle meno soldi possibile (e se hai bisogno di un prestito, chiedi agli amici e in famiglia, sono più affidabili e si fanno pagare interessi più competitivi). Le istituzioni ti dicono che non esisti? E tu vota solo le formazioni politiche che dicono che esisti (ce n’è a desta e a sinistra, tranquilli).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: