Come lavorare nell’Era della Distrazione

Craphound -Toolbox Coworking TorinoInternet. croce e delizia del nostro mondo: una marea di informazioni a un clic di distanza, una fonte inesauribile di distrazioni, un attentato continuo alla qualità del nostro lavoro. Che fare? Accantonate le opzioni estremiste/puritane/luddiste della serie spegniamo-il-computer-e-torniamo-a-carta-penna-calamaio, proviamo a mettere a fuoco la questione e proporre delle soluzioni: il problema è che il web è pieno di divoratori automatici di attenzione, dall’ultima video su Youtube all’homepage del nostro quotidiano preferito, e che se non impariamo a conoscere e governare il nostro accesso a questi  veri e propri buchi neri virtuali ci ritroveremo primo o poi a vagare da una fonte di disattenzione all’altra e a non lavorare. Cory Doctorow, scrittore americano di fantascienza e esperto di cultura digitale, ha affrontato questo problema e propone una serie di  buone pratiche rivolte a tutti quelli che lavorano con un notebook (freelance, artisti, designer, copy, ma anche contabili, programmatori, coworker e chi più ne ha più ne metta) per stare alla larga dalle distrazioni e concentrarsi sul lavoro:

  • Ritagliati 20 minuti. Datti degli obiettivi giornalieri (realistici, mi raccomando!) e imponiti di non fare altro quando ci lavori sopra. Non è realistico pensare di isolarsi dal mondo per ore e ore (specialmente quando il mondo è a un clic di distanza) ma è possibile imporsi un isolamento per almeno 20 minuti. Il segreto è farlo ogni giorno e lasciare tutte le possibili fonti di distrazione fuori da quei 20 minuti.
  • Non fare di più. Quando hai raggiunto l’obiettivo del giorno, fermati, anche se sei nel bel mezzo di una frase, di una fattura, di una striscia di codice. Così facendo, quando ti rimetterai al lavoro, sarà ancora più facile entrare in modalità lavorativa e riprendere l’attività da dove l’avevi interrotta.
  • Sta’ lontano da Google e Wikipedia. La ricerca di informazioni sul web è un’arma a doppio taglio. Se ti viene in un dubbio che potrebbe essere fugato con un salto su Google, tieniti il dubbio e continua a lavorare. In caso contrario, troverai (forse) l’informazione che cercavi, ma al costo di una deviazione dagli obiettivi che ti eri dato. Molto meglio, appuntarsi la cosa e affrontare il problema quando avete finito in un secondo momento.
  • Dimenticati dell’atmosfera. Mettete da parte tutte le scuse di questo tipo: se non riuscite a lavorare o non siete soddisfatti del vostro lavoro, non è colpa dell’arredamento troppo impersonale o dei rumori della strada. Incensi e musica soft non hanno niente a che fare con il mancato raggiungimento dei tuoi obiettivi. L’espletamento delle necessità fisiologiche (mangiare, bere e andare al bagno) quelli sì, il resto sono solo scuse. Se ti convinci di poter lavorare solo in un mondo perfetto, ti condanni a un’equazione impossibile da risolvere. 20 minuti di mondo perfetto? Impossibile.
  • Domina il tuo word-processor. Word, Open Office e tutti gli altri sistemi di scrittura (ma lo stesso si applica anche ad altri tipi software) offrono tonnellate di opzioni che sembrano fatte apposta per farci perdere tempo. Dimenticatene. Si tratta solo di mini buchi neri piazzati lì per distrarsi dall’obiettivo finale. Del resto a pensarci bene, ‘ultima cosa che vuoi fare è dar retta a una graffetta occhiuta che ti bacchetta sulla grammaticale e suggerisce sinonimi e contrari.
  • Sconfiggi il tuo nemico numero uno: le notifiche push. Te la presentano come un enorme vantaggio, un grande passo avanti per l’umanità, ma la verità è che si tratta solo del grande passo verso la totale incapacità di concentrazione: le notifiche push (comprese quelle del cellulare) dell’email, degli RSS, di Skype, sono il vostro nemico numero uno, la vostra nemesi. Quando compare un numeretto rosso sul desktop, un pezzo della tua attenzione se ne va. Per sempre. Elimina, almeno durante i 20 minuti di lavoro, tutti gli alert possibili. Magari non raggiungi l’illuminazione. Ma di sicuro lavorerai meglio.

Questo post è stato riadattato da un articolo di Cory Doctorow, pubblicato per la prima volta su Locus Magazine nel gennaio 2009 e in seguito segnalato su BoingBoing.net.

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Un Commento

  1. I do love the way you have presented this specific difficulty and it does supply me some fodder for thought. On the other hand, because of what I have experienced, I just simply hope when other feed-back pack on that people today stay on issue and not get started on a tirade regarding the news of the day. All the same, thank you for this superb point and though I can not concur with this in totality, I value the point of view.

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